Il mio viaggio in Israele – parte prima

IMG_3033Eccomi tornata dalla mia vacanza in Israele, più che raccontarvi le tappe del mio viaggio, voglio soffermarmi sulle diversità e le stranezze che contraddistinguono questo paese.

Spostandosi dalla moderna Tel Aviv è come fare un salto nel tempo, sopratutto a Safed e a Gerusalemme, uomini che nonostante il caldo indossano cappelli di pelliccia e caffetani neri, li vedi camminare per le vie con le loro papaline in testa e lunghi boccoli ai lati del viso, alcuni passeggiano tranquillamente con le loro armi.

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Le donne sposate con tanti bambini a seguito, hanno invece  il capo coperto da una parrucca o da un foulard per coprire il modo accurato i loro capelli, osservandole meglio noti che alcune sotto i fazzoletti  annodati sono interamente rasate.

Dal tramonto del venerdì al tramonto del sabato, l’interno paese si ferma, non viene svolta alcuna attività è lo Shabbat, il giorno del riposo, molte azioni sono vietate, gli ebrei non possono cucinare, usare il cellulare, usare i trasporti, toccare circuiti elettrici, infatti l’ascensore dell’albergo è impostato in modo da fermarsi in modo automatico ad ogni piano e questo è anche il motivo per cui un aspirapolvere è stato fermo 2 giorni davanti all’ingresso delle camere dell’ albergo, sono vietate tantissime azioni, quindi a colazione latte freddo.

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Il primo tasto se acceso è la funzione shabbath

 

Poi ci sono i territori palestinesi come Betlemme, sinceramente vedere quell’alto muro e i posti di blocco per entrare in questi territori, mi ha colpito e indignato più del museo dell’olocausto.

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La nostra guida era un ebreo che con la scusa che lui non era assicurato dall’agenzia non è venuto con noi a Betlemme, ci hanno assegnato così una guida palestinese, lo abbiamo riempito di domante vista la poca neutralità del nostro accompagnatore, la guida palestinese ci ha gentilmente risposto, ma se lo vengono a sapere perde il posto di lavoro.

Al Santo Sepolcro invece che la spiritualità ho trovato gente che si azzuffava e faceva di tutto per fregare il prossimo in fila ormai da ore, sprovvisti del nostro accompagnatore, sempre perchè non gli interessano questi luoghi , è stato un caos totale.

Un consiglio, la fila è per i gruppi, se siete in due persone date un offerta al sacerdote russo che vi farà entrare senza mettervi in fila.

Sulla facciata del Santo Sepolcro c’è una scala in legno appoggiata è da li da tantissimi anni è il simbolo dello Status quo ovvero il decreto che regola i diritti di proprietà e di accesso delle comunità cristiane all’interno del Santo Sepolcro, è inutile le correnti religiose non riescono a mettersi d’accordo per toglierla.

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Se si va a Gerusalemme c’è da visitare obbligatoriamente la spianata dove c’è la Cupola della Roccia, ne vale la pena, è bellissima e sorvegliatissima, entrati anche questa volta senza guida, indossavo un giubbino e uno scialle intorno al collo, quando ho cercato di liberarmi dal giaccone per il caldo, le guardie non  hanno voluto farmelo togliere, anche se sotto indossavano una casta maglia a maniche lunghe.

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Un consiglio mettetevi in fila prima dell’apertura per visitare la spianata, di primo mattino io non ho fatto alcuna fila.

La fila da fare più stressante è quella del Santo Sepolcro, noi ci abbiamo messo 2 ore e mezza, mentre c’è la siamo cavata con un’ ora e mezza a Betlemme.

 

 

2 pensieri su “Il mio viaggio in Israele – parte prima

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