Il mio viaggio dagli Emirati Arabi: Abu Dhabi – prima parte.

moschea Abu DhabiPer terminare al meglio il 2018, io e mio marito ci siamo regalati un bel viaggio tra Abu Dhabi e Dubai.

Era la prima volta che lasciavo il freddo delle nostre parti per far meta in una bella zona calda e devo ammettere che non  mi è dispiaciuto andare al mare e sentire il dolce sole caldo sulla mia pelle bianca.
Per noi gli Emirati Arabi è stata una meta un po’ insolita, di solito ci piacciono destinazioni con un’ ottima combinazione di cultura, divertimenti ma con memoria storica, qui abbiamo trovato belle spiagge, edifici ultramoderni e negozi di lusso.

Sia Abu Dhabi che Dubai sono molto dispersive, per spostarsi è consigliato il taxi che non costa molto oppure la metropolitana, le distanze tra un’ attrazione e l’altra sono vastissime.

Se vi trovate ad Abu Dhabi non potete non andare a visitare una delle moschee più belle che ho mai visto, la grande moschea Sheikh Zayed, l’entrata è libera ed è nella parte opposta della moschea, entri in un edificio ultramoderno dove attraverso un tunnel si arriva alla moschea, non fatevi scoraggiare dalla fila, scorre velocemente e prima dei metal detector a noi donne ci divido dagli uomini per entrare in una stanza per indossare un’abaya, a me non mi hanno fatto togliere le scarpe, diversamente da come ho letto in diversi siti.

All’interno nella sala delle preghiere c’è un enorme tappeto, lampadari enormi in Swarowski e colonne di marmo con fiori intarsiati, io l’ho visitata al tramonto e con la sua illuminazione l’ho trovata molto suggestiva.

La sera ad Abu Dhabi è meglio trovarsi nella zona di Marina Mall, oltre a visitare il centro commerciale che è modesto rispetto a quelli di Dubai, potete fare una passeggiata in questa zona più animata e fare un giro sulla ruota panoramica.

Dentro il centro commerciale ho visto i cartelli più strani, divieto di portare falchi, nessuna effusione di coppia e il cartello di pericolo impiglio burqa scala mobile.

Un giro dentro L’Emirate Palace di Abu Dhabi, non pensavo che era possibile per me comune mortale, invece mi hanno accolto da regina, il mio taxi si è fermato all’entrata, mi hanno aperto lo sportello e ho chiesto gentilmente se potevo vedere l’interno, accontentata, sono rimasta incantata ad ammirare il soffitto ricoperto di carta d’oro e l’enorme albero di Natale al centro.

Tra i tour che ho fatto c’è stato Al Ain, si sicuramente è uno degli insediamenti più antichi, ma la nostra Italia in fatto di storia è nettamente diversa, il forte di Al Ain sembra un castello di sabbia ma è una struttura in terra cruda completamente ristrutturato, un video prima della visita descrive tutta l’opera di ristrutturazione.

Forte Al Ain

Tra le attrazioni della città c’è anche l’oasi con i suoi sentieri e il suo sistemata di irrigazione delle palme da dattero, ma forse il posto più caratteristico è il vivace mercato dei cammelli, qui potete solo fotografare il bestiame.

Al Ain Mercato cammelli

Tra le palme ho esplorato anche il Sheikh Palace Museum, la dimora del presidente degli Emirati Arabi Uniti, non aspettatevi un palazzo tutto sfalso, la cosa che più mi ha colpito è la sua semplicità e la Dallah in tutte le stanze, l’antica caffettiera tenuta sul fuoco per mantenere il caffè caldo in caso di visite.

Rispetto a Dubai, ad Abu Dhabi ci sono meno attrazioni da vedere, due giorni bastano se non siete interessati ai parchi a tema.

Nel prossimo post vi parlerò di Dubai, la città del futuro, ma con i suoi mille contrasti.

 

 

 

10 pensieri su “Il mio viaggio dagli Emirati Arabi: Abu Dhabi – prima parte.

      • Io invece non sono da camper, per me la vacanza non deve essere uno sforzo e deve essere ricordata per le belle sensazioni che ti lascia, relax in primis.Certo che facendo così sei un po’ “limitata” nei posti da vedere, a meno che tu non prendi un aereo poi noleggi un camper così puoi girare il mondo. Non so come ti organizzi, ma è troppo bello non porsi limiti.

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      • ma infatti amo il camper perchè nn ho limiti…se prenoto in un posto e poi fa schifo, mi tocca rimanerci fino alla fine, invece col camper metto in moto e me ne vado da un’altra parte.
        l’europa l’abbiamo vista tutta molto bene e a lungo (giriamo da più di 35 anni) ci manca solo l’islanda
        per il resto del mondo stiamo organizzandoci per lasciare al più presto l’azienda in mano alle nuove generazioni perchè il nostro sogno è di viaggiare per il mondo col camper, ma stando via un anno come minimo.
        non so se sono riuscita a spiegarmi, ma è proprio la voglia di libertà assoluta che ci ha fatto amare il camper

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      • Si ti sei spiegata, io adesso che non ho problemi ho scelto mete più lontane,l’Europa la giro più in là anche se sono stata già in molte zone europee. Comunque per me è difficile che un posto faccia schifo,oltre ad informarmi prima di partire,ogni posto anche il più brutto mi lascia sempre qualcosa. Le mie vacanze non sono le classiche della maggior parte degli italiani ( sotto l’ombrellone,senza spostarsi dalla struttura che li ospita ) se non vado in zone pericolose,cammino molto, cerco di notare le abitudini del posto, faccio un giro nei supermercati,vedo posti meno turistici ecco perché amo anche i posti “brutti”.

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      • esattamente, hai centrato le mie vacanze! hai ragione mi sono espressa male, schifo non è una bella parola, ma ci è successo di andare in un posto tanto consigliato e di trovarlo sporco, o troppo affollato o magari c’era brutto tempo. questo intendevo per schifo

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