India

20200111_0845074521350290872369953.jpgAncora poche ore e tornerò in Italia, si conclude oggi la mia vacanza in India.

L’India è come mi era stata descritta sui gli innumerevoli libri che ho letto, non mi ha deluso.

Ricorderò per sempre i suoi colori, a cominciare dai sari , dal colore rosso delle donne sposate sulla scriminatura dei capelli per augurare lunga vita al marito, dal punto arancio applicato sui fedeli dopo essere stati al tempio, il colore delle case dei bramini nella città blu, i colori dei fiori affidati alle acque del Gange, ma ricorderò anche l’India che balla ai confini con il Pakistan e l’India dei film di Bollywood dalle bellissime attrici vestite con eleganza dalla pelle chiara come sono i canoni di bellezza da queste parti, ma la vita non è un film, per la maggior parte delle donne indiane la vita è diversa segnata da tante privazioni, qui il matrimonio è un contratto tra famiglie della stessa casta, sono ancora i genitori a scegliere chi sposare, dopo l’oroscopo dei sacerdoti.

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Ricorderò le molte persone povere, inferme che vivono per strada, bambini che chiedono elemosine davanti ai semafori perché l’India è anche sporcizia e povertà.

Ricorderò le innumerevoli mamme che mi tiravano nel vero senso della parola i propri bambini in braccio per scattare una foto con me, questi bambini con gli occhi contornati di scuro per tenere lontano il malocchio, in contrasto con gli occhi chiari nelle parti del Punjab dei sikh.

Prendendo il treno ti senti come se stessi in un film, scimmie che cercano di rubare cibo dai bagagli, facchini che trasportano le valigie sulla loro testa, un vero caos, ma nel loro caos gli indiani ci vivono bene, basti pensare alle strade, il traffico è impazzito, non si rispetta né semafori né precedenze, utilizzano ininterrottamente il clacson e bisogna districarsi tra mezzi di trasporto, cinghiali, mucche, cammelli ed elefanti che vanno in giro come se fossero animali da compagnia.1 (1144)

Da non perdere è una corsa in risciò nella vecchia Delhi, tra le strade affollatissime spuntano barbieri che sul ciglio della strada lavorano, negozi di abiti nuziali e alzando la testa è difficile non notare gli innumerevoli cavi che penzolano.

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1 (107)Ricorderò per sempre il mio coraggio nel camminare scalza tra le cucine dei templi e l’uso sconsiderato dell’amuchina, ma l’India più che una vacanza, è stata un esperienza di vita che rifarei volentieri nonostante le difficoltà.

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